SPEDIZIONI GRATUITE A PARTIRE DA 89€

Un… asino potatore!

La tradizione popolare narra che un asino, scappato dalla stalla, mangiò i tralci della vite. Inizialmente questo fece disperare il contadino, preoccupato per la futura produzione; ma in estate si accorse felicemente che le viti strappate dall’asino avevano prodotto uve più ricche e rigogliose… fu così che nacque la potatura, divenendo poi una delle operazioni più importanti in vigna. 

La potatura “a secco” si esegue tra la caduta delle foglie e la ripresa vegetativa e si contrappone a quella “verde”, che si esegue nei mesi estivi. 

A seconda dell’area geografica, del tipo di vitigno e allevamento, il periodo di potatura varia ma comunque si colloca tra gli inizi di dicembre e marzo. Nelle pergole, per esempio, per evitare danni da neve si inizia presto, mentre nelle zone soggette a gelate primaverile la potatura si esegue poco prima dell’apertura delle gemme così da ritardare il germogliamento e proteggere la pianta.

Questa operazione, delicata e importante, è fondamentale nella gestione della vigna; essa pone le basi per un ottimale equilibrio tra l’attività vegetativa e l’attività produttiva della pianta, con ripercussioni dirette sia sulla resa che sulla qualità dell’uva. Inoltre, la potatura invernale assicura la longevità produttiva della pianta e ne controlla lo sviluppo nello spazio assegnatole, mantenendo la forma di allevamento impostata.

Sebbene parlandone può sembrare tutto semplice, in realtà eseguire una potatura perfetta richiede un buon bagaglio di conoscenze. Di fatto la scelta del miglior sistema di potatura della vite, al fine di lasciare il carico di gemme adeguato, dipende da diversi fattori:

  1. Il vitigno: per ottimizzare la resa e la qualità delle diverse varietà bisogna conoscere la fertilità basale dei vitigni.
  2. Le condizioni climatiche e del terreno: in regioni con inverni rigidi, ad esempio, si può preferire un sistema che protegge i tralci più giovani dal freddo mentre in zone calde e secche uno che limita la crescita vigorosa della pianta.
  3. Sistema di allevamento: i diversi sistemi di allevamento sono più compatibili con specifiche tecniche di potatura consentendo un migliore accesso alle viti per le operazioni necessarie.
  4. Età delle viti nel vigneto: le viti giovani possono richiedere una potatura più leggera per favorire una crescita vigorosa e lo sviluppo del sistema radicale, mentre le viti più vecchie potrebbero richiedere una potatura più severa per controllare la produzione e mantenere la salute delle piante.
  5. Obiettivi di resa e qualità del prodotto: alcuni sistemi di potatura favoriscono una maggiore produzione di uva mentre altri privilegiano una migliore qualità e concentrazione dei nutrienti nell’uva stessa.
  6. Economia e gestione del vigneto: le risorse disponibili, come la manodopera e il tempo, influenzano la scelta del sistema di potatura; ci sono sistemi che richiedono più tempo e sforzo per essere eseguiti correttamente, mentre altri possono essere più efficienti in termini di gestione. Oltre a questo bisogna tener conto della quantità di fertilizzanti e di acqua che si renderanno necessarie nell’anno, le operazioni colturali adottate e altro ancora.

 Con la potatura si deve lasciare un numero di gemme sufficiente a produrre la quantità di grappoli che la vite è in grado di portare a piena maturazione. Parliamo della  lunghezza della potatura della vite, che distinguiamo in corta, mista e lunga. 

       La potatura corta: consiste nel potare i tralci lasciandoli corti in modo che le gemme basali, ossia quelle più vicine al tronco e al massimo due/tre, siano fruttifere. Generalmente si effettua in climi caldi e secchi, dove la vite viene allevata con forme contenute, come l’alberello o il cordone speronato. Essa permette di ottenere acini con maggiore tenore zuccherino e un minore contenuto di acidità. Tra le varietà di vite interessate a questo sistema sono il Riesling renano, il Pinot nero, il Traminer aromatico.

 La potatura lunga: si ha quando si sceglie di lasciare un “capo a frutto” più lungo, in media con 5 o 6 gemme. In genere, permette di ottenere uve con minore contenuto zuccherino e maggiore acidità, poiché i grappoli lontani dal tronco maturano più lentamente. Viene praticata nelle aree viticole più settentrionali, per varietà di vite dalle particolari esigenze. Il Nebbiolo, ad esempio, fruttifica a partire dalla terza o quarta gemma, per cui se se ne lasciassero solo due, non si otterrebbero grappoli.

La potatura mista: consiste nel lasciare sulla pianta sia tralci corti (capi a legno) che tralci lunghi (capi a frutto). Si applica in alcune  forme di allevamento, la più classica delle quali è il Guyot.

 Si parla, poi, di potatura ricca se si lasciano sulla pianta molte gemme (più di 20) e di potatura povera se se ne lasciano poche (meno di 10). Il numero di gemme da lasciare è comunque in funzione del tipo di vino che si vuole ottenere, in base al quale vanno decisi il tipo di allevamento e la potatura. A parità degli altri fattori, aumentando il numero di gemme per pianta la produzione aumenta, ma si otterranno grappoli più piccoli e acini dalla polpa meno concentrata, con un livello di qualità inferiore.

Per ogni Vignaiolo, inoltre, è buona norma osservare attentamente tutti i tralci al fine di individuare quelli che presentano sintomi ascrivibili a varie malattie come virosi, oidio, botrite, escoriosi e mal dell’esca, e procedere alla loro asportazione. Questo getterà le basi per una “vita” più sana della pianta.

Ancora una volta possiamo renderci conto che prendersi cura di un vigneto richiede sacrifici oltre che passione; che le operazioni di potatura invernale, pur nel freddo di queste giornate, faranno la differenza tra qualche mese!

 Preludio di grandi soddisfazioni… è il nostro augurio!

Foto: D.S. BIO di Danilo Scenna

Dimensioni personalizzate 2560x2271 px
WINEJOY VERA GIOIA NATURALE

H.U.M.A.N. WINE
Harmonic Union Man and Nature

H.U.M.A.N  WINE per l’acquirente che non sceglie solo un’etichetta, ma uno stile di vita:  ARMONICO, UMANO E NATURALE

Lo spirito che anima i produttori e i distributori di vini umani si fonda sulla ricerca di un armonico equilibrio tra Uomo e Natura, in cui l’Essere umano si riconosce come un Essere vivente speciale, che impegna la propria intelligenza e il suo instancabile lavoro nella ricerca di leggi naturali e tecniche sempre nuove, senza mai dimenticare l’eredità di un patrimonio di conoscenze e pratiche millenario:

LA MENTE VERSO IL FUTURO, IL CUORE NEL PASSATO

× Come possiamo aiutarti?