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Un dovere del consumatore: esigere la qualità

Tutto parte da noi, dal nostro grado di riconoscimento della qualità… dalla conoscenza delle procedure che sono alla base della produzione di un vino, di come si trasforma, di come si conserva e di tutto ciò che non conduce a quello che noi chiamiamo “un vino buono”.

In questo modo le produzioni che trattano il vino come un sottoprodotto non avrebbero più senso di esistere, e ci ritroveremo un mercato fatto da consumatori esigenti e non da persone che delegano la scelta del vino a guide, giornalisti, sommelier che danno punteggi, bicchieri e svariati altri simboli sulla base di un prodotto finale a cui manca un pezzo, forse il più importante… quello che per noi è inscindibile dalla qualità di un vino: La natura.

È per questo che nel mondo del vino ci si è accordati con la definizione di “naturale” non perché il vino si faccia da solo, sembra ovvio che non sarebbe possibile, ma proprio perché è legato al concetto di “natura” inteso come luogo in cui nasce la vita, la stessa che il produttore custodisce dalla vigna al calice, un concetto di armonia non solo tra le varie componenti naturali ma tra queste e l’uomo.

Da quando il vino è diventato un prodotto planetario, sono spuntati critici, associazioni, produttori, enologi, e chi più ne ha più ne metta, che hanno perseguito la strada del “controllo”, la strada più facile… quella senza intoppi insomma. Basti pensare che hanno inventato dei prodotti enologici che consentono la fermentazione anche alle uve marce, vini che sono ampiamente apprezzati dal consumatore che evidentemente non si fa troppe domande.

Anche la degustazione va controllata con parametri già stabiliti per dare un punteggio finale al vino, e come se non bastasse il linguaggio tecnico ha sostituito la bellezza della lingua Italiana come mezzo per il racconto, come mezzo per conoscersi…

E invece il vino ha tanto da dire, a partire da chi lo produce, da chi lavora la terra e deve affrontare l’andamento climatico di quell’annata con tutti i rischi del caso, perché non dimentichiamoci che fare vino è frutto di un’avventura a cadenza annuale, che basta una gelata a distruggere un intero raccolto o una malattia delle viti… insomma il vino è la somma di tante variabili e proprio in queste differenze risiede la sua infinita bellezza.

Chi fa vino naturale sceglie la strada più tortuosa rinunciando ad interventi invasivi che la legge gli consente, perché la virtù più importante di chi fa vino è l’onestà, quindi il dovere di ogni consumatore è di esigere la qualità di un produttore onesto.

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H.U.M.A.N  WINE per l’acquirente che non sceglie solo un’etichetta, ma uno stile di vita:  ARMONICO, UMANO E NATURALE

Lo spirito che anima i produttori e i distributori di vini umani si fonda sulla ricerca di un armonico equilibrio tra Uomo e Natura, in cui l’Essere umano si riconosce come un Essere vivente speciale, che impegna la propria intelligenza e il suo instancabile lavoro nella ricerca di leggi naturali e tecniche sempre nuove, senza mai dimenticare l’eredità di un patrimonio di conoscenze e pratiche millenario:

LA MENTE VERSO IL FUTURO, IL CUORE NEL PASSATO

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